Autherapies | Evidence-based therapies

Comunicazione facilitata

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La Comunicazione Facilitata (CF) è una tecnica altamente controversa e ampiamente screditata che un tempo era promossa come un metodo per aiutare le persone con gravi disabilità comunicative, tra cui l'autismo, a comunicare. Nella CF, un facilitatore supporta la mano o il braccio di una persona non verbale per aiutarla a digitare o puntare a lettere, parole o simboli. La CF è stata sviluppata negli anni '70 da Rosemary Crossley in Australia e ha guadagnato popolarità negli Stati Uniti negli anni '90, principalmente grazie al lavoro di Douglas Biklen presso l'Università di Syracuse. La tecnica mirava a fornire una voce a individui che si pensava avessero capacità intellettive intatte ma non fossero in grado di comunicare a causa di disabilità motorie o sensoriali. Molti rigorosi studi scientifici hanno dimostrato che i messaggi prodotti attraverso la CF sono spesso controllati dal facilitatore piuttosto che dalla persona con autismo. Quando sono stati condotti test controllati (in cui il facilitatore non era a conoscenza delle domande o delle informazioni), le persone facilitate non sono state in grado di produrre comunicazioni accurate o significative. L'uso della CF ha portato a significativi problemi etici, comprese false accuse di abuso che hanno causato immensi danni a famiglie e caregiver. Grandi organizzazioni, tra cui l'American Psychological Association (APA), l'American Speech-Language-Hearing Association (ASHA) e l'Association for Behavior Analysis International (ABAI), hanno emesso dichiarazioni contro l'uso della CF a causa della sua mancanza di validità e del potenziale di danno. Alternative come i dispositivi di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), la terapia del linguaggio e interventi comportamentali basati su prove sono raccomandati per aiutare le persone con autismo a migliorare le loro abilità comunicative.

Riferimenti

La persistenza di interventi di moda in presenza di prove scientifiche negative: La comunicazione facilitata per l'autismo come caso esemplare

Link

https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/17489539.2014.976332


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