Autherapies | Evidence-based therapies

Filtri colorati

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L'uso di filtri colorati per la visione è simile al Metodo Irlen. Questo metodo è una tecnica che prevede l'uso di lenti appositamente colorate per affrontare problemi di elaborazione visiva noti come Sensibilità Scotopica, Sindrome di Meares-Irlen o Sindrome da Stress Visivo. È stato sviluppato da Helen Irlen negli anni '80 ed è utilizzato per aiutare le persone che presumibilmente sperimentano difficoltà con la percezione visiva, come quelle legate alla lettura o alle sensibilità sensoriali. Questo metodo è stato utilizzato come intervento per le persone con autismo, in particolare per coloro che affrontano sfide nell'elaborazione visiva. Gli individui sottopongono a uno screening iniziale per determinare se possono beneficiare del Metodo Irlen. Questo comporta la valutazione di sintomi come distorsioni visive, sensibilità alla luce e difficoltà di lettura. Se lo screening suggerisce potenziali benefici, viene condotta una valutazione più dettagliata per determinare il colore specifico e il tipo di filtri necessari. Vengono quindi prescritte lenti o sovrapposizioni personalizzate in base a questa valutazione. Tuttavia, l'esistenza della Sindrome di Irlen non è supportata da prove scientifiche né riconosciuta dai professionisti medici. Il Royal Australian and New Zealand College of Ophthalmologists (RANZCO) si è espresso fortemente contro la sindrome di Irlen, affermando che non c'erano prove che la condizione esistesse o che il trattamento delle difficoltà di lettura con le lenti Irlen funzionasse. La valutazione da parte di presunti esperti nel metodo Irlen e l'acquisto di lenti colorate possono costare più di €700, tuttavia il costo degli occhiali normali con lenti colorate è molto più basso. Il costo di questo intervento e la mancanza di prove dell'esistenza della sindrome e dell'efficacia del metodo rendono questo intervento una truffa.

Riferimenti

Sindrome di Irlen: revisione sistematica e analisi del livello di evidenza

Link

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30970133/


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